C’era grande attesa per il discorso del Presidente della Camera di ieri. Attesa ripagata da Gianfranco Fini solo a metà.
Un discorso che ha racchiuso il difficile percorso di integrazione nel Pdl e il fastidio per gli attacchi ricevuti dai giornali nemici. Una svolta annunciata quella di Fini, ma non ancora compiuta. Infatti accanto alla considerazione del partito defunto, che non è una novità dopo la defenestrazione del 29 luglio, è mancato uno slancio verrso il futuro, che pure fa parte del nome della nuova formazione che siede in Parlamento. Non c’è infatti stato l’annuncio di un nuovo partito o dei passi che porteranno ad una nuova formazione. Si rimane quindi in attesa, non si sa bene di cosa. L’impressione è che il Presidente della Camera voglia prendere tempo, e così snocciola tutte le critiche all’azione di Governo, dalla Giustizia al Federalismo, dalla politica dell’immigrazione a quella del lavoro. Rimane però l’accordo sui 5 punti programmatici sui quali la maggioranza si tiene in piedi.
La rottura c’è ma le elezioni anticipate? quelle ancora no, forse più vicine. Ad ogni modo l’attesa di ieri è rimasta tale, anche per l’opposizione che si interroga sulla crisi dell’esecutivo. Aspettiamoci altri discorsi in questo autunno caldo.
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