Advocacy

Negli ultimi anni l’interazione dei componenti del famoso quadrato decisionale da cui scaturisce la scelta pubblica non è più così semplice, scontata e unidirezionale. Se infatti fino a pochi anni fa la decisione pubblica veniva quasi sempre adottata attraverso la mediazione tecnica e politica tra le varie istanze dei gruppi di interesse, oggi la situazione è completamente diversa.
Advocacy
Il processo decisionale e l’agenda dei lavori, per le issues più disparate, sono sempre più influenzate dai media, dagli influenti, da internet, dalle organizzazioni non governative, dagli enti locali ecc..

L’arena decisionale dunque si allarga, diventa più complessa, competitiva. Non solo ma la disintermediazione della società determina, tra i tanti effetti, la moltiplicazione dei soggetti in gioco, sia dal punto di vista dei gruppi di interesse che chiedono di partecipare alla decisione, sia per quanto riguarda il controllo, il commento e la divulgazione delle informazioni.

Se non governato tale processo può comportare:

  • un calo della dimensione razionale e dell’assessment logico-deduttivo nei processi che sovrintendono una scelta pubblica;
  • l’ingresso di elementi di emotività nell’interazione politico-istituzionale.

Emerge così in maniera evidente la crisi di potenziale di influenza del gruppo di interesse rispetto al passato. Qui di seguito una rappresentazione del cambiamento nelle dinamiche del quadrato decisionale.
Advocacy
L’attività di advocacy consiste nello sviluppare una serie, coordinata e strategicamente funzionale di azioni di comunicazione per promuovere, consolidare o difendere un interesse – istituzionalmente rilevante – di un organizzazione complessa. Garantendo presso tutti i pubblici di riferimento, direttamente o attraverso altri soggetti attivi del processo, un flusso informativo costante, congruente e favorevole al gruppo di interesse, si riesce ad accrescere la c.d. issue salience e ad aumentare la propria capacità di incidere sulle decisioni pubbliche.