Sharing mobility: quando l’innovazione corre più veloce della norma

Premessa

Il 2019 è stato contrassegnato dall’affermazione delle tematiche ambientaliste nel dibattito pubblico. Fre le declinazioni di maggiore rilievo merita una menzione particolare la mobilità ed in particolare quella sostenibile. Una questione particolarmente sentita nei grandi centri urbani, nel quadro della crescente attenzione agli stili di vita. Con la cosiddetta Fase 2 dell’emergenza da Covid-19, e quindi con le nuove esigenze di mobilità emerse, l’interesse per la tematica, già forte nel periodo precedente (marzo 2019 – marzo 2020), è divenuto centrale.

01. La mobilità alternativa

I servizi e gli strumenti di mobilità alternativa hanno fatto progressivamente ingresso nel nostro Paese a partire dal 2000, ma è solo il 4 giugno del 2019 che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il decreto relativo alla “sperimentazione della circolazione su strada di dispositivi per la micromobilità elettrica” e lequiparazione ai sensi del codice della strada di questi dispositivi ai velocipedi (art. 1, comma 75, legge di bilancio 2020). Prima di allora tuttavia il dibattito attorno alla conversione ambientale delle politiche in materia di spostamento persone è stato alimentato da molteplici interventi normativi: atti di sindacato ispettivo dei parlamentari, atti di indirizzo delle politiche governative, autonome iniziative locali.

Il tema, giova sottolineare, è strettamente connesso a quello del trasporto pubblico locale (TPL) e della sharing mobility: due questioni di grande attualità alla luce dell’emergenza da Covid19. Se la riduzione dell’utilizzo del TPL è divenuta di recente una necessità, discorso diverso riguarda invece i servizi di micro-mobilità in sharing che all’interno dei contesti urbani costituiscono una recente evoluzione dei piani di trasporto dei Comuni. In sempre maggiori ambiti territoriali, del resto, il connubio tra i servizi di trasporto pubblico e quelli di micromobilità in sharing è tale da assicurare uniformità delle scelte degli utenti i quali, ormai indistintamente, fanno ricorso ad entrambi i servizi che sembrerebbero, per l’effetto, costituire l’unico insieme di trasporti pubblici.

In questo scenario si inseriscono le dichiarazioni del Ministro delle infrastrutture e trasporti De Micheli, lo scorso 6 maggio presso la Camera dei Deputati, concernenti la predisposizione di un bonus per l’acquisto di dispositivi per la mobilità sostenibile e di servizi sharing: una dimostrazione di come la mobilità sostenibile sia destinata a costituire uno degli assi di intervento del anche nella fase successiva all’emergenza Covid19.

02. Il dibattito on-line

Il dibattito on-line relativo alle keyword mobilità e sharing presenta 25.000 menzioni e un tasso di engagement di 343.300 nel periodo marzo 2019 – aprile 2020.

Due i picchi di discussione:

  • prima metà di aprile 2019: pubblicazione del rapporto “Le città elettriche”, il primo sulle mobilità a zero emissioni nei 104 capoluoghi italiani, di Legambiente e la società dell’elettrico MotusE (Il Fatto Quotidiano, L’Eco di Bergamo, La Stampa)
  • seconda metà di aprile 2020: le autorità delle principali città italiane, tra cui Milano, Torino e Roma, fanno previsioni sulla mobilità nella Fase 2, ipotizzando un incremento di quella dolce e dello sharing (Milano – Il Fatto Quotidiano, Roma – La Repubblica, Torino – La Stampa)

I contenuti principali sull’anno sono:

  • Coronavirus, ecco perché la bici è il mezzo ideale per la Fase 2” (La Repubblica – 40.075 Facebook interactions) (14 aprile 2020)
  • Bicicletta, cosa si può fare e cosa no al tempo del Coronavirus” (Il Sole 24 Ore – 13.910 Facebook interactions) (29 marzo 2020)
  • Monopattini vandalizzati: la micro-mobilità in sharing si trasforma in un incubo” (La Stampa – 10.212 Facebook interactions) (15 dicembre 2019)

Analizzando lekeyword mobilità e trasporto pubblico risultano 53.400 menzioni e un tasso di engagement di 1.200.000.

I picchi di discussione più rilevanti:

  • prima metà di marzo 2019: ha a che fare con uscite relative alla riduzione della frequenza nel trasporto pubblico locale e a presidi di controllo nei principali snodi di mobilità (Il Gazzettino, La Repubblica)
  • seconda metà di aprile 2020: il dibattito si concentra sulle misure che verranno adottate durante la Fase 2 e sul ruolo che avrà il trasporto pubblico (La Repubblica, Il Sole 24 Ore)

Le uscite tematiche che, su base annua, raccolgono il maggior numero di interazioni sono:

  • Roma, ricicla la plastica e Atac ogni 30 bottiglie ti regala un biglietto. Raggi: «Primi in Europa»” (La Repubblica, 44.175 interazioni) (23 luglio 2019) => dove si descrive l’iniziativa del Comune di Roma per incentivare l’uso del trasporto pubblico.
  • Coronavirus, ecco perché la bici è il mezzo ideale per la fase 2” (La Repubblica, 40.082 interazioni) (14 aprile 2020) => in cui si evidenzia l’importanza del ruolo della bicicletta, sia privata che in sharing, come alternativa al trasporto pubblico.
  • Lussemburgo, gratis i trasporti pubblici per ridurre l’inquinamento climatico” (Il Fatto Quotidiano, 22.985 interazioni) (29 febbraio 2020) => dove viene raccontata l’iniziativa a tutela del clima promossa dal Lussemburgo.

Tra i principali influencer e stakeholder istituzionali su questi temi si segnalano in generale esponenti del Movimento 5 Stelle, tendenza che si replica anche a livello locale con Virgina Raggi e Chiara Appendino che riportano le iniziative messe in campo dalle proprie amministrazioni. All’interno del mondo 5 Stelle Beppe Grillo può essere considerato vero e proprio ambassador della mobilità sostenibile: con il suo blog è infatti tra i più attivi stakeholder per produzione e rilancio di contenuti su questo argomento. Va segnalato però che il tema è all’attenzione della quasi totalità delle forze politiche, con spazi occupati, in molti casi, dai leader di partito.

03. L’emergenza Covid-19, la mobilità e il caso di Roma Capitale

L’emergenza sanitaria del Covid19 ha inevitabilmente ridotto la capacità di trasporto del trasporto pubblico locale, costringendo le persone a muoversi con mezzi alternativi. Roma Capitale ha potuto analizzare quantitativamente queste variazioni nel trasporto pubblico, stimando gli impatti delle misure di contenimento sull’utenza complessiva delle linee metropolitane.

Per gli operatori del settore della micro-mobilità in sharing, da un lato, e per il decisore pubblico, dall’altro, si apre, in conclusione, una fase ricca di opportunità e, tra queste, quella di cambiare le abitudini di trasporto dei cittadini, incentivando le combinazioni tra TPL e micro-mobilità sostenibile e disincentivando il ricorso ai mezzi privati.

04. Conclusioni

Il dato di maggior rilievo che emerge nell’analisi è il seguente: il decisore nazionale interviene per regolamentare un settore che, in realtà, si è alimentato ed è cresciuto in una situazione di sostanziale deregulation.

Una spinta innovativa, sostenuta dalla capacità degli operatori a generare consenso da parte di utenti e stakeholders, intorno alla loro visione e proposta che – di fatto – ha avuto una capacità di impatto significativa e anticipatoria rispetto ad una regolamentazione che, in realtà, ha faticato a dare ordine al tutto.

L’emergenza, unita all’urgenza di individuare nuovi modelli e soluzioni per consentire alle persone di spostarsi in sicurezza, impongono un cambio di passo rilevante da parte del legislatore e, siamo certi, l’attenzione del cittadino-utente sarà molto alta su questi aspetti, su cui ci si attende un quadro normativo semplice e immediato. Una opportunità, per chi opera in questi settore, da cogliere e governare con efficacia.