Verso la riforma del sistema concessorio

Il punto della situazione sul ruolo dei concessionari e sul tema degli affidamenti diretti di attività o servizi in un contributo a cura dell’Avv. Andrea Grappelli, partner dello Studio Legale Nunziante Magrone…

Negli ultimi mesi il dibattito politico si è incentrato sul ruolo dei concessionari, focalizzandosi sul rapporto trilaterale tra quest’ultimi, la pubblica amministrazione e gli utenti del servizio pubblico.

A seguito della tragedia che ha colpito la città di Genova, si è ritornati sul tema degli affidamenti diretti di attività o servizi (quali ad es: la progettazione ed esecuzione di lavori propedeutici all’implementazione infrastrutturale, alla manutenzione straordinaria e ordinaria) a società collegate al concessionario, controllate o in house ad esso, modalità osteggiate in quanto spesso derogatorie ai principi di concorrenza e che possono determinare una chiusura parziale del mercato.

Si discute se il divieto agli affidamenti (soprattutto per tali tipi di società) permetterebbe di superare i così detti monopoli naturali concessori che si vengono facilmente a creare, infatti tramite il meccanismo procedurale di selezione non diretto si potrebbe avere un costante e continuato controllo dell’operato del concessionario e della documentazione della concessione (quindi più trasparenza).

Altro tema emerso è l’interpretazione delle clausole del contratto le quali spesso non sono redatte con la lungimiranza dell’evoluzione temporale del rapporto concessorio e ricorrono a forme terminologie generiche (quali ad es: “attività propedeutiche e connesse”) che senza una loro chiara esplicazione nel contratto possono offrire spunti interpretativi distorsivi e aggirare limitazioni convenzionali e normative, il tutto a svantaggio della trasparenza e all’apertura al mercato.

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